Perché NON regalare per Natale un buono per un percorso MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction)

 

Prima di tutto, che cos’è un percorso di riduzione dello stress attraverso la mindfulness?

Si tratta di un programma che si svolge in gruppo (presso il Centro San Giuseppe circa 8 persone, a partire da febbraio 2019), è completamente esperienziale e si sviluppa in 8 sessioni della durata di 2,5 ore circa, più una giornata intensiva di circa 7 ore e una serie di esercizi guidati quotidiani, con l’ausilio di file audio, da svolgere a casa tra una sessione e l’altra, con un impegno di 45 minuti.

Ciò su cui si punta, in maniera del tutto pratica, è l’aumento della capacità di osservarsi e scoprire quali sono le proprie reazioni automatiche allo stress (emozioni e pensieri negativi, reazioni corporee, comportamenti), per poi poter scegliere se agirle o meno, senza quindi restarne intrappolati.

Ricordate quando parlavamo di “trappola”, nel post precedente? Lo scopo, quindi, non è quello di raggiungere un maggior benessere o uno stato di rilassamento, ma una maggiore consapevolezza di sé, lavorando insieme in un clima di non giudizio e di gentilezza. Questo ci può dare una chiave di lettura sul senso del titolo di queste news: un percorso di questo tipo forse è meglio sceglierlo in prima persona, più che ritrovarcisi perché qualcuno ce l’ha generosamente donato per Natale.

Per capirci meglio, un buono per un percorso MBSR sarebbe radicalmente diverso da buono per una SPA.

Se è vero che un MBSR non è una tecnica di rilassamento, ma un approccio che ci porta a guardare la sofferenza da nuove angolature, quanti di noi vorrebbero ricevere, senza averlo davvero soppesato come utile per sé nell’adesso, un percorso che porta a confrontarsi anche con alcuni lati scomodi del proprio modo di relazionarsi con il mondo?

Il rilassamento potrebbe arrivare come effetto collaterale, ma non è un obiettivo di questo nostro percorso. Inoltre, come avrete colto, è richiesta costanza ed impegno: regalate MBSR soltanto se siete sicuri che le persone siano ben informate, motivate e desiderose di intraprendere questo “viaggio”, che può essere molto entusiasmante soltanto se chi si mette in cammino ha davvero deciso che quello è il momento per compiere dei passi verso di sé.

 

 

dott.ssa Valeria Garavaglia,

Istruttrice formata presso AIM (Associazione Italiana per la Mindfulness)

psicologa psicoterapeuta